oltreoltreviarevia  sentieri di epistemologia pedagogica

Approfondimenti e deviazioni

È del 1877, in piena temperie positivista, Il libro dei versi di Arrigo Boito da cui è tratta la lirica che vi propongo. Abbiamo dedicato varie lezioni al paradigma positivistico e al clima culturale nel quale si afferma. Il positivismo, che si presenta variegato al suo interno e composto di voci molteplici, pensa alla scienza come fattore liberante, anzi come il fattore liberante per eccellenza, che consente di scrollarsi di dosso una volta per tutte dogmi e metafisiche e aprire un’epoca nuova, fondata su una conoscenza indiscutibilmente esatta della realtà, la quale non ha più bisogno di spiegazioni religiose o filosofiche per essere compresa, ma si mostra finalmente così com’è, grazie agli strumenti della scienza moderna, in primis il metodo sperimentale. La scienza diventa una visione del mondo, non solo naturale ma anche umano, e i suoi metodi permetteranno di investigare senza richio di errore anche la psiche e le dinamiche sociali. (more…)

Pubblicato il November 25, 2008 5:30 pm | Commenta questo post (0) |
Discussioni

Lo scienziato “non è un lavoratore ossequiente che obbedisce con devozione a leggi fondamentali custodite da severi sommi sacerdoti, ma è un opportunista che piega i risultati del passato e i principi più sacri del presente ora a un fine ora all’altro, sempre che li consideri degni di attenzione” (Scienza come arte). Col suo tono ironico e provocatore, Feyerabend mette alla berlina l’immagine della scienza come autorità superiore alle altre tradizioni di conoscenza e attività umana e smonta lo stereotipo dello scienziato come rigoroso operatore della razionalità, il cui agire si fonderebbe tanto sulla correttezza formale-procedurale della razionalità scientifica quanto sull’autonomia della scienza da altre autorità (politica, economica, religiosa…). Come allo scienziato non interessano le questioni metafisiche, così il suo operato sembra – ma sembra soltanto, dice Feyerabend – essere e dover essere indipendente dalle interferenze di tutto quel che si colloca “fuori” dalla scienza stessa.
In realtà così non è. In due sensi, almeno.
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Pubblicato il November 15, 2008 11:05 am | Commenti (1) |
Materiali

->[Qui] è possibile scaricare (in formato pdf) gli appunti delle lezioni sull’epistemologia contemporanea che alcuni di voi mi hanno chiesto.

Pubblicato il November 12, 2008 3:48 pm | Commenti (7) |
Approfondimenti e deviazioni

“La natura, per esercitare le mirabili operazioni negli animali e nei vegetabili, si è compiaciuta di comporre il loro corpo organico con moltissime machine, le quali per necessità sono fatte di parti minutissime in tal maniera configurate e situate che formano un mirabile organo, la di cui struttura e composizione con gli occhi nudi e senza aiuto del microscopio per lo più non si arriva; anzi molte e molte di grande importanza sfuggono; onde non è da sprezzarsi la diligenza dell’arte nel procurar instrumenti e praticarli per arrivare all’artificio mirabile delle parti, che sono principio dell’operazione sana e morbosa. […]
E sicome la natura è degna di lode e d’ammirazione facendo così piccole machine, così il medico che le osserva per quanto può, è degno di lode e non di biasimo, dovendo anche correggere e riparare, per quanto è possibile, le dette machine, ogni volta che sono sconcertate. […]
Nelle cose dunque della natura, che opera per necessità sempre uniforme, la sagacità dell’uomo non è di così poca attività che non possa arrivare a svelare buona parte dei suoi artificii. Così vediamo con ammirazione li scoprimenti dell’astronomia […] Lo stesso potiamo dire delle machine del nostro corpo, che sono la base della medicina, attesoché queste sono composte di corde, di filamenti, di travi, di leve, di tele, di fluidi scorrenti, di cisterne, di canali, di feltri, di crivelli, e di somiglianti machine. L’uomo, esaminando queste parti con l’anatomia, la filosofia [filosofia naturale, scienze naturali] e con la meccanica, si è impossessato e dell’uso d’esse, e, procedendo anche a priori è arrivato a formarne modelli, con li quali pone sotto l’occhio la causalità di quell’effetto e ne rende la ragione a priori; e con la serie di queste, aiutato dal discorso, intendendo il modo dell’operare della natura, fonda la fisiologia e patologia e, successivamente, l’arte della medicina.”

Marcello Malpighi, Riposta del dottor Marcello Malpighi alla lettera intitolata “De recentiorum medicorum studio dissertatio epistolaris ad amicum”, intorno al 1689. Il testo è la risposta di Malpighi alle critiche del collega Sbaraglia alle sue scoperte e al suo metodo.

Il testo è di grande interesse perché rappresenta un esempio di come stava mutando e in parte era già mutata la concezione della scienza nel ‘600 ed è un’applicazione del metodo galileiano a un campo del sapere, la medicina, alla quale Malpighi (1627-1694) diede un rilevantissimo contributo e che ritroveremo più volte nel nostro percorso, soprattutto nel positivismo per la sua centralità, ma anche in altre inquetanti circostante storiche, come per le sperimentazioni dei nazisti nei lager. (more…)

Pubblicato il November 1, 2008 10:30 am | Commenta questo post (0) |
Comunicazioni

Vi ricordo che lunedì 3 novembre affronteremo in aula i punti chiave del decreto Gelmini, come ci siamo detti a lezione. Cercate di documentarvi, in modo che possiamo dibattere sui temi che riguardano università e scuola e orientarci riguardo questo “modo” di assumere scelte politiche così delicate per tutti. A presto!

Pubblicato il 6:40 am | Commenta questo post (0) |
Approfondimenti e deviazioni

La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l’universo), ma non si può intendere se prima non s’impara a intender la lingua, e conoscer i carattere, ne’ quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto.

Galileo Galilei, Il saggiatore, 1623

Questo notissimo brano battezza definitivamente la matematica a linguaggio della natura, e quindi a logica della fisica moderna. La matematica pura, però, non ha bisogno della verifica sperimentale della sua validità; essa sviluppa i suoi assunti su un piano razionale e astratto. La matematica che parla della natura invece avrà sempre bisogno di veder convalidate le sue formulazioni, che vengono elaborate dalle “sensate esperienze”, attraverso il metodo sperimentale e le “necessarie dimostrazioni”.
Il testo galileiano assurge a simbolo del passaggio da una concezione della conoscenza fondata su visioni metafisico-religiose, sull’auctoritas di pensatori del passato che non avevano verificato empiricamente le proprie idee, su quelli che Bacone chiama “pregiudizi”, idoli, a una concezione della scienza che necessita del contatto costante con la realtà naturale, che intende affrancarsi dal principio dell’Ipse dixit, che è principio di asservimento della conoscenza e di chi la pratica al potere politico o religioso. In questo modo, Galileo pone le basi per quello che Bacone esprimerà nella celebre formula: “sapere è potere”. (more…)

Pubblicato il October 27, 2008 3:14 pm | Commenti (6) |
Approfondimenti e deviazioni

Perciò [Dio, l’artefice] accolse l’uomo come opera di natura indefinita e postolo nel cuore del mondo così gli parlò: “non ti ho dato, Adamo, né un posto determinato, né un aspetto proprio, né alcuna prerogativa tua, perché quel posto, quell’aspetto, quelle prerogative che tu desidererai, tutto secondo il tuo voto e il tuo consiglio ottenga e conservi. La natura limitata degli altri è contenuta entro le leggi da me prescritte. Tu te la determinerai da nessuna barriera costretto, secondo il tuo arbitrio, alla cui potestà ti consegnai. Ti posi nel mezzo del mondo perché di là meglio tu scorgessi tutto ciò che è nel mondo. Non ti ho fatto né celeste né terreno, né mortale né immortale, perché di te stesso quasi libero e sovrano artefice ti plasmassi e ti scolpissi nella forma che avresti prescelto. Tu potrai degenerare nelle cose inferiori che sono i bruti; tu potrai secondo il tuo volere, rigenerarti nelle cose superiori che sono divine”. O suprema liberalità di Dio padre! O suprema e mirabile felicità dell’uomo! A cui è concesso di ottenere ciò che desidera, di essere ciò che vuole!

(Pico della Mirandola, De hominis dignitate. Heptaplus. De ente et uno e scritti vari, a cura di E. Garin, Vallecchi, Firenze 1942)

L’orazione sulla dignità dell’uomo, del 1486, è un esempio brillante di umanesimo quattrocentesco. Giovanni Pico della Mirandola, platonico, evidenzia una visione non antireligiosa (è Dio che sta parlando all’uomo nella finzione letteraria), ma che conferisce all’uomo la libertà di determinare la sua natura, di scegliere, di agire secondo il suo volere, e questo lo fa assomigliare al Dio. Mentre gli altri esseri posseggono una natura determinata, un’essenza, l’uomo ha la peculiarità di non averne una, ma di potersela costruire. L’uomo, grazie a Dio e non contro di lui, è da ora pienamente soggetto delle proprie azioni. (more…)

Pubblicato il October 26, 2008 4:59 pm | Commenti (5) |
Lezioni

La botanica, nonostante la sua storia secolare, nasce come classificazione sistematica dei vegetali nel Settecento, a opera dello svedese Karl von Linné, conosciuto come Linneo (1735, Systema naturae), che introduce i criteri ancora in uso. La tavola del Caprifoglio che abbiamo guardato in aula ci ha detto molto di come avviene il procedimento di osservazione, considerato in linea generale e con riferimento all’osservazione tradizionale, praticata “a occhio nudo”. Abbiamo ricostruito insieme, a ritroso, alcuni elementi salienti del procedimento conoscitivo.
La pianta è stata osservata dal naturalista nel suo ciclo vitale, di cui sono stati rilevati gli stadi e per poter conoscere la morfologia e la fisiologia della pianta, egli ha compiuto alcune operazioni significative:
1. ha separato le parti della pianta, isolandole e osservandole una ad una;
2. ha sezionato ciascuna parte, i semi, il fiore, il fusto per poter osservare all’interno;
3. con le operazioni precedenti, egli ha inevitabilmente interrotto il ciclo vitale della pianta singola: ha staccato il fiore, lo ha aperto, così le foglie e le altre parti. In tal modo l’osservatore ha sì potuto oltrepassare con lo sguardo il livello di un’osservazione del tutto esterna, ma nello stesso tempo ha mutilato o ucciso la pianta. Probabilmente ha dovuto mutilarne o ucciderne più di una. Senza dubbio per elaborare la classificazione, ha osservato moltissime piante singole (vedremo come questo aspetto si inserisca nel dibattito sul procedimento induttivo). La rappresentazione che ne è derivata (il disegno della tavola) e la conoscenza scientifica che è collegata ad essa mostra una visione che coglie sì il dinamismo vitale dell’essere osservato, ma lo “immobilizza” in fotogrammi - diremmo utilizzando una metafora tecnologica posteriore e molto cara al positivismo. La tavola è una rappresentazione statica della vita della pianta; la conoscenza della pianta è avvenuta interrompendo il fluire naturale del tempo della vita, fermando l’occhio dell’osservatore su istanti specifici o stadi di crescita. In tal modo, la tavola botanica, considerata da sola, non ci permette di conoscere l’elemento dinamico proprio della vita dell’organismo osservato: non sappiamo dei suoi processi interni; non sappiamo delle sue interazioni con l’ambiente. (more…)

Pubblicato il October 23, 2008 3:22 pm | Commenti (10) |
Discussioni

Diamo inizio alle nostre conversazioni on line, dopo la prima settimana di lezioni. Ci siamo conosciuti un po’, ci siamo detti come lavoreremo insieme e abbiamo cominciato ad esplorare, ancora senza un sentiero chiaro davanti (ma avremo un sentiero chiaro?), alcuni angoli di questo grande territorio da conoscere. E di cui appassionarci. Abbiamo toccato molti aspetti e oggi ve ne ricordo uno. Vi chiedo di esprimervi adesso, di pensare al vostro vissuto di soggetti "dentro" la vostra educazione. Solo partendo da quel vissuto, possiamo sperare di educarci, formarci, istruirci insieme.

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Pubblicato il October 15, 2008 4:23 pm | Commenti (25) |
Comunicazioni

Benvenuto/a in Oltrevia. Come detto a lezione, il blog è attualmente vuoto. Esso ci seguirà nei nostri sentieri di epistemologia pedagogica, si riempirà man mano accogliendo materiali di approfondimento, segnalazioni, discussioni. Vuole essere uno strumento aperto alla partecipazione di voi studenti, che potete contribuire alla sua stessa definizione, dicendo cosa vorreste che contenesse. Potete farlo fin dai ora, nei commenti a questo post.

Pubblicato il October 13, 2008 8:18 pm | Commenti (9) |